CBD

Il fitocomplesso con CBD

Principi attivi presenti nella Cannabis sativa L.

Nella pianta di Cannabis sativa L. sono stati identificati circa 100 molecole appartenenti ad una particolare classe di terpenofenoli a 21 atomi di carbonio detti cannabinoidi [Mechoulam, R. and Hanus, L., 2000; Mechoulam, R. et al., 2007]. Tali composti vengono prodotti dalla pianta di Cannabis sativa L. in particolari strutture cellulari dette tricomi ghiandolari (Fig. 1) presenti in maggiore densità sulle infiorescenze femminili [Potter D. J., 2004; Potter D. J., 2009].

Il più importante e studiato cannabinoide è il trans – (-) – Δ9 – tetraidrocannabinolo o THC (Fig. 2) individuato per la prima volta da Wood et al. nel 1899 [Wood et al., 1899] e completamente studiato nella sua struttura da Gaoni e Mechulam nel 1967 [Mechoulam R., Gaoni Y., 1967]. Nonostante il THC sia il cannabinoide più presente/abbondante nella specie e quindi il principale responsabile degli effetti, sia terapeutici che psicotropi, della Cannabis sativa L. altri cannabinoidi hanno mostrato proprietà terapeutiche interessanti che sono attualmente sotto investigazione. Il secondo cannabinoide per importanza è il Cannabidiolo, abbreviato CBD (Fig. 2), un cannabinoide non psicoattivo (non lega il CB1) che fù individuato per la prima volta da Adams et al. nel 1940 [Adams et al., 1940] e la cui struttura fù completamente delucidata da Mechoulam et al. nel 1963 [Mechoulam et al., 1963].

La pianta di Cannabis sativa L. rappresenta una risorsa importante di principi attivi che nel corso degli anni sono stati studiati nella loro struttura e nei loro effetti farmacologici.
Cannabinoidi e terpeni agiscono sul nostro corpo tramite il Sistema Endocannabinoide, quindi effetti mediati dai recettori cannabinoidi, ma anche attraverso effetti recettore-indipendenti ampliando di molto il ventaglio dei possibili target terapeutici.

Diversi studi hanno dimostrato gli effetti farmacologici dei singoli cannabinoidi ma molti altri hanno messo in evidenza il cosiddetto “effetto entourage” ovvero un’azione sinergica trai cannabinoidi che porta a risultati migliori rispetto a quelli ottenuti dai singoli componenti.
Tale sinergia viene ulteriormente amplificata e migliorata dal pool di terpeni presente nella Cannabis che agisce anch’esso in concomitanza con i cannabinoidi dando un classico esempio di “Fitocomplesso” uno dei principi base della Fitoterapia.
Nonostante il THC sia stato il cannabinoide più studiato negli ultimi 80 anni, il suo “alter ego” non psicoattivo il CBD ha dimostrato di avere diversi effetti terapeutici che hanno attirato l’attenzione di studiosi, case farmaceutiche e pazienti.

Il cannabidiolo o CBD si è dimostrato efficace in diverse patologie e svariati studi, In vitro, In vivo e sull’uomo, suggeriscono che le possibili applicazioni mediche sono innumerevoli.
Per questo motivo sono necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi d’azione, approfondire la conoscenza sulla sinergia con la componente terpenica ed in fine sviluppare nuove e migliori terapie che possano essere indicate per le più svariate patologie.